Buja (Udine)
cell. 3398590607
e-mail bruno.dario2007@alice.it
web brunodario.yolasite.com
Bruno Dario è un artista abbastanza inconsueto nel panorama friulano. Pittore interessante, con uno stile personale ha iniziato ad esporre a Majano alla fine degli anni Sessanta delle opere astratte. Il successivo passaggio ad una espressione più vicina al figurativo ha richiamato l'interesse di alcuni mercanti d'arte che tra gli anni 70 e 90 gli hanno offerto l'opportunità di vivere del solo mestiere di pittore. Da allora, nonostante la tanta produzione, è riuscito a fuggire dalle stasi che spesso accompagnano la produzione seriale, continuando una sperimentazione che, se nell'acrilico ha trovato la tecnica più consona, comunque non ha mai assunto nella forma, pur tenendo presente alcuni temi ricorrenti, posizioni accademiche o stereotipi. Il suo obbiettivo è quello di riuscire a rappresentare sulla tela le emozioni vissute, servendosi tanto dei veloci colpi di spatola che della tavolozza accesa. L'atto stesso del dipingere è momento di gioia e di sfida continua, rilettura quotidiana di spazi conosciuti, tesa a scoprire impressioni ogni volta nuove, simili a quelle di chi osserva suoi dipinti e individua nella massa cromatica, che prepotente si presenta al primo sguardo, elementi che connotano ambiente e situazioni che pian piano sembrano costruirsi davanti ai suoi occhi.
UN MAESTRO MANCATO
Ho cominciato a dipingere agli inizi degli anni sessanta dopo aver conseguito l’abilitazione magistrale. Per la prova di disegno si doveva dipingere sulla lavagna con i gessetti colorati. Il tema era libero ma non avevo proprio idea di cosa fare. Decisi di fare un disegno astratto. Superai me stesso! Il disegno non fu cancellato per tutto il tempo degli esami e il professore mi diede un bel nove, dicendomi che se fossi stato più preparato in storia dell’arte mi avrebbe dato addirittura dieci. Nove in disegno! Nove sul diploma! Ne giovò la media.
Con l’abilitazione magistrale in mano ero certo che non avrei fatto il maestro e una supplenza annuale me ne diede la conferma. Mi piaceva disegnare alla lavagna con i gessetti colorati ed i bambini erano entusiasti. Ma anche i miei colleghi lo erano ed io ero sempre in altre aule a disegnare su altre lavagne. Insegnare mi sembrava una responsabilità troppo grande e sempre più avevo la convinzione che per me l’importante era dipingere.
Ma come? Dovevo trovare il modo di portare la tecnica dei gessetti sulla tela, ma il pennello non poteva darmi i campi larghi di colore che il gessetto usato di piatto mi dava. Così pensai ad una spatola quadrata che potevo usare di spigolo per graffiare e di piatto e di taglio per depositare il colore. C’era un problema. Sulla tavolozza la spatola poteva disporre di poco colore e l’unica soluzione era di prenderlo direttamente da un barattolo. Contenitori ad olio dove la mia spatola potesse affondare non esistevano o se c’erano, erano troppo piccoli. Così arrivai all’acrilico, colore diluibile con l’acqua, con la proprietà di asciugare rapidamente. Potevo disporre di barattoli dove la mia spatola poteva penetrare ed emergere ora rossa o gialla, ora verde o blu, per poi scaricarla, in una pittura gestuale, sulla tela.
Era fatta! A Majano dove abitavo, nacquero i primi quadri, ma a dipingere seriamente ho cominciato quando mi sono trasferito a Buja, a metà degli anni sessanta. La mia tecnica, il mio colore, avevano attirato il favore di alcuni mercanti d’arte. Avevo un piccolo studio in una soffitta di Ursinins Grande. Per salirvi c’era una scala a chiocciola; avevo grandi finestre, tanta luce e stuoie di canne alle pareti. Era il mio rifugio. Mi sentivo davvero un pittore!
Allora ero più spontaneo, più duro nei contrasti di colore. Ora con l’età mi sono addolcito, smaliziato e la mia tavolozza si è arricchita di colori pastello che un tempo non usavo.
Sono un pittore? Pittore fuori dal coro. Poca voglia di far mostre, non ho mai tenuto conto dei vari premi e tutti si scandalizzano quando mi chiedono un “curriculum” che non so presentare.
Il mio primo premio l’ho avuto nel ’70 e l’ultimo l’anno scorso. Sono contento così, perché posso continuare a dipingere, far parlare i miei quadri e divertirmi ancora.


Il Sacro......
e il profano

Saluto dell'Amministrazione Comunale
Con piacere l'Amministrazione Comunale ha organizzato presso il
Museo di Monte questa mostra, arricchita dal presente piccolo
catalogo curato con grande passione da Gabriella Comino a cui
, ancora una volta, va il mio sentito ringraziamento. La creatività di
Bruno verrà a lungo ricordata dai visitatori, che forse proveranno
quella sensazione piacevole che giunge sino in fondo al cuore e che
solo i grandi artisti sanno trasmettere.
Buja, 30 marzo 2012
Stefano Bergagna
Sindaco di Buja



Concorso Nazionale di Pittura Estemporanea
"XXVI Vongola d'oro" Cupra Marittima Venerdì 4 Luglio 2003
verbale di giuria
Oggi 4 Luglio 2003 alle ore 17.30, si è riunita la commissione giudicatrice del concorso nazionale di pittura estemporanea "XXVI Vongola d'oro" composta dai signori: Giancarlo Orru, Cesare Caselli, Carlo Bachetti. Dopo attento e scrupoloso esame delle 58 opere in concorso, all'unanimità si è giunti al seguente verdetto:
1° classificato "XXVI Vongola d'oro" realizzata dai maestri orafi di monili "Cupra Marittima" al Pittore Bruno Dario " per aver raccontato , con vivace cromatismo, uno scorcio della marina"